Neal Cassady esuberante-sconvolto con le mani in tasca a bocca spalancata sotto lo sciorinare di Neal Cassady suo padre disperso nel turbine monotono incandescente del cerchio del divagare senza sosta degli angoli dei calli d’America.
e nei bassifondi peggiori di Denver ti ritorci col padre alcolizzato dall’età di cinque anni dai quali inizierai un fulminare di passaggi ininterrotti spalancati a ogni motivo primo di muoversi e agire nella coscienza-incoscienza di un tramutare indefinito -la tua esistenza da iniziazione allo sconfinato e inconcepibile del vivere accompagnato dall’ intrusione di te-saggio tra la feccia e la carne stanca dell’ uomo, in ricerca di bersagli da trovare e colpire e ricominciare a tua insaputa sopra l’orrore desolato del magma delle esistenze mediocri a capo ribassato al servizio di un lavoro di promesse di frustrazioni da impiegato delle assicurazioni -l’ intossicazione di gioia del vivere e del vedere e andare fin oltre il fondo, ridestandoti in un continuum che annulla la ripetizione e le false promesse di libertà.
tutto è racchiuso in chi ha condiviso la tua vita, tutto racchiuso nelle grandezze di Kerouac, Holmes, Ginsberg, Kesey e di tutti coloro che ti riconobbero e ti accerchiarono e ti profanarono insieme in ogni profezia e libero girovagare.
Neal che non insegue nulla tranne che sè stesso e il suo camminare trascendentalista, divertimento ineccebipile che scansa ed elimina la destinazione da raggiungere.
e le serate chiuse tra gli avventori del Metropolitan nel quale vivevi con tuo padre a Denver dove il tuo dardo faticosamente costruito con un ago per cucire infilato in un fiammifero di legno si librava verso il bersaglio prescelto immediato,in una corsa continua a cercare il bersaglio prossimo inesauribile tra tutti gli uomini seduti, fino a perderlo, fino a rimanere a corto di bersagli, stanco di cercarli e deciso a smettere accanto alle rotaie della ferrovia fuori San Miguel de Allende in Messico.
ti saluto Neal Cassady –
questa è la nostra nuova penna,Max Roach,detto anche Gregor Samsa neo-beat.sesso indefinibile,anarchia unica via,e con la metrica e la punteggiatura ci puliamo il culo.