Libero ha pubblicato mercoledì 18 Febbraio un diffamante e delirante articolo contro gli animalisti,al quale mi sono permessa di spedire questa lettera.
Questo è l’articolo,ad opera del luminare Luigi Santambrogio,un autentico genio,una mente finissima,scritto in verde-Padania.
"Le punte assurde a cui è giunta l’ossessione contemporanea per i diritti degli animali è il segno più chiaro del desiderio di morte che affascina la civiltà occidentale. Non passa giorno che la cronaca non ci informi di qualche sindaco orgoglioso di aver fatto approvare il suo bravo statuto dei diritti zoologici, pesci rossi e conigli compresi. in fondo a queste Costituzioni, sentenze e Carte dei diritti universali degli scimpanzè c’è un codicillo in caratteri microscopici che ci farà tutti secchi. Dietro questa commozione spacciata a quintali si nasconde il mostro di una nuova dittatura: quella del nulla tenebroso dove tutti gli uomini sono bigi (i gatti già lo sono). Occorre incrociare i movimenti animalisti per mettere a fuoco l’inganno. Il nemico teologico di Peter Singer e Ralph Acampora è lo specismo, una variante del razzismo, altrettanto obbrobriosa fondato sull’assunto che anche gli animali soffrono, quindi sono uguali agli umani. Tutto ciò ha forse a che vedere col vertiginoso aumento gli adepti del vegetarismo. Un italiano su 10 lo è, in 6 milioni hanno bandito la carne dalla loro alimentazione e le cifre ci dicono che nel 2050 saranno 30 milioni. A scanso di equivoci faccio parte di quel 10 per cento, pure se considero imbarazzante la compagnia dei verdurai.Alla scelta vegie o più estrema vegana sovente si aggiunge la militanza animalista nella forma radicale. I movimenti liberazionisti si battono contro gli allevamenti intensivi, chiedono libertà per galline e polli rinchiusi in lager da macello, ucciderebbero pur di strappare manzi e vitellini all’industria della carne. Commovente, eppure questa rivoluzione ha come fondamento l’odio per l’uomo, la distruzione della sua centralità nella scala culturale, la differenza specifica e di specie. L’amore per gli animali è proporzionale al disprezzo per la persona umana. Ma non è solo la fine di ogni umanesimo, c’è qualcosa di più e peggio in queste teorie. L’animalismo ateo (oggi dominante che detta regole alimentari e comportamenti ambientali) si fonda infatti sulla negazione del senso religioso e dei suoi tre elementi: ragione, libertà e mistero. Che vengono assassinati a vantaggio di un biologismo parascientifico che annulla ogni differenza.E’ ideologia spietata. Che si adatta alle peggiori dittature, la parità animale ha fondamenti compatibili con il materialismo comunista e il paganesimo razzista.C’è poco da stare allegri se un progetto finanziato dall’Unione europea prevede l’uso di cellule staminali embrionali umane, ansicchè di cavie animali per effettuare test di tossicità sulle sostanze usate nei cosmetici. Il rischio non è tanto quello di vedere una scimmia seduta in parlamento (scrive Giuseppe Sermonti) ma vedere insinuarsi nella nostra vita la metafisica del babbuino. Ci vorrebbe un nuovo pensiero che fondi i diritti degli animali sul concetto di Creazione e Creature e ridisegni il dato naturale come segno e sintomo, su una nuova centralità umana liberata dal possesso, su un esercizio del potere trasfigurato dalla commozione. Dove le fusa del micio e la fedeltà di Puffi siano d’esercizio per la nostra amicizia e misericordia verso i nostri simili. Diversamente, nell’orto del babbuino crescerà la cicuta per il suicidio di massa. O la resa incondizionata ad un’altra civiltà, l’islamica magari che a questi senzadio riserva, senza differenze di specie, il taglio della gola."
e questa,è la mia risposta.
Gentile Redazione di Libero,
volevo complimentarmi con il Vostro collaboratore Luigi Santambrogio per la faziosità del suo intervento zoofobico in cui cerca di illuminare i Vostri lettori dell’insensatezza di un intero movimento e di un’intera cultura. Non ho mai letto una tale quantità di bugie,scritte in un modo tanto oscuro,accanito,vigliacco.
Vorrei dunque procedere ad una controcritica,nel limite dei miei mezzi,perché di tutte le critiche che ci vengono mosse ogni giorno e di tutti i pregiudizi,questo articolo contiene le forme più inesatte,e la più grande mistificazione che io abbia mai letto. è quasi pornografia,buona per menti ottenebrate, ottima per chi la capacità critica l’ha persa in campagna eletterale,per chi il cervello l’ha scambiato con la tessera di partito,ma io non ci sto.
La cultura della morte,che voi volete spacciare per il motore del movimento animalista,è una cultura che si batte per la vita degli animali,e del pianeta,perché una popolazione di 800 milioni di bovini allevati con metodi intensivi,e il relativo foraggio,milioni di ettari di terreno sprecati per portare cadaveri sulla tavola di altrettanti esseri umani,ci porterà alla desertificazione e all’implosione terrestre. La cultura della morte si batte affinché staminali umane formatesi da dieci minuti,possano soppiantare nella ricerca l’osceno dolore,l’osceno genocidio di milioni di animali adulti,senzienti,con un sistema nervoso vivo. La cultura della morte vuole combattere le disuguaglianze alimentari,perché senza l’allevamento selvaggio ci sarebbero più cereali per tutti,più legumi,un’alimentazioni dignitosa per quei popoli che hanno dovuto cedere le loro terre per fare spazio ai campi di cereali,dei quali possono comprare una minuscola parte a prezzi esorbitanti,consci del fatto che quel cibo,necessario alla loro sussistenza,va invece ad ingrassare bovini e polli allevati in batteria dentro oscuri campi di sterminio europei e americani.
La cultura della morte non è quella cultura militarista,fascista,sessista e razzista della quale il vostro giornale è il portavoce più autorevole?
Bugiardi,mistificatori,ignoranti,non avete nemmeno saputo inquadrare esattamente cos’é lo specismo,non un qualsiasi fratello del razzismo,ma il padre di tutti gli ismi,perché con lo sfruttamento della terra e le prime forme di allevamento,le popolazioni primeve hanno conosciuto il dominio,che con il seguire della nostra presunta evoluzione,si è tradotto nel dominio assoluto sulla donna,e sull’uomo,in una scala di giudizio malata e folle che si traduce nella legittimazione di un uomo di disprezzarne un altro per il colore della sua pelle e per la sua provenienza.
Inoltre,un’altra bugia. Il movimento liberazionista è composto da persone radicali,non da terroristi fanatici. Per liberare animali non mi è mai giunta voce che abbiano dovuto uccidere qualcuno,e l’unico obiettivo che colpiscono è il profitto dell’allevatore in questione,o il computer di qualche vivisezionista,dove vengono raccolti anni e anni di barbarie,condotte ai fini degli stabulari rinchiusi in celle e torturati in nome della Santa Madre Scienza.
Odiamo questi uomini,odiamo gli sfruttatori di animali,ma non odiamo l’Uomo. L’umanesimo a mio parere è finito con la legittimazione razionale dell’esistenza delle razze,del colonialismo,ed è stato seppellito con le rivoluzioni industriale e con l’involuzione nei fascismi e nelle dittature del proletariato,non vedo cosa c’entrino gli animali nelle nostre prove di Disumanità. Loro le subiscono,non le provocano.
Avete però scritto una frase opportuna : “la distruzione della sua centralità nella scala culturale, la differenza specifica e di specie”. Si chiama antropocentrismo,e lo vogliamo distruggere. Perché gli animali sono esseri complessi e meravigliosi,intelligenti e senzienti,dai quali ci differenziano non solo Hegel e kant,o Michelangelo e Vermeer,ma anche le guerre,la crudeltà,i genocidi,lo sfruttamento dell’uno sull’altro.
L’uomo sa parlare,scrivere,disegnare,imbracciare un fucile e sparare. Gli animali no,ma hanno forme di vita sbalorditive,sofisticati metodi di sopravvivenza,e un’enorme capacità affettiva. Non siamo noi a voler distruggere l’uomo,è l’uomo che si autodistrugge.
Il senso religioso,cara Redazione,ha giustificato l’ordine gerarchico e lo sfruttamento delle caste cosiddette inferiori,nel medioevo. Ha creato la Santa Inquisizione,mentre l’umanità correva verso l’emancipazione razionale. Ha giustificato il razzismo,la conquista coloniale,i fascismi. E se la ragione che voi ci accusate di negare,sia essa quella ecclesiastica di un Papa/Mullah/Patriarca/Rabbino fanatico che sbraita,o quella di Cartesio,secondo il quale gli animali non sono che meccanismi di carne e di sangue,privi di anima,privi di sensi,allora noi questa ragione la Rifiutiamo,giorno dopo giorno,sempre di più.Sulla libertà non posso dire nulla,tanto è paradossale. Religione =Libertà,Animalismo = Negazione della libertà?
E il mistero? Si,sul mistero ci avete preso. è nel mistero che lasciate i veri soprusi,la verità. è nel mistero che sguzzate,mentite,mistificate. è nel mistero che vivisettori e allevatori conducono i loro sporchi affari.
Per quanto riguarda l’ideologia che sta dietro all’animalismo,che sia comunista,anarchica,cattolica,moderata o apolitica,non ha nulla a che vedere con il Materialismo o con il Paganesimo,in quanto non è la negazione esasperata dell’anima(proprio noi,che cerchiamo di far capire ai sarcofagi quanta anima possiedano gli animali),ne una setta.
E qui,siete pregati di rilasciare un Errata Corrige.
Per finire,la Vostra incapacità di spirito critico si è dimostrata ancora una volta. Voi non informate,voi mentite. Voi non riportate notizie o opinioni,raccogliete semplicemente ciò che esce dal vaso di chi piscia opinioni in eccessiva quantità,e di questo credete di fare informazione.
Non vi ho mai acquistati,e anzi,cerco da sempre di dissuadere chiunque dal comprare il Vostro giornale. Ora questo diventerò un boicottaggio di massa,finché non cercherete,per una volta nella vostra ridicola storia editoriale,di essere critici,obiettivi e onesti.
Non mi aspetto nulla di tutto questo,ma confido.
Distinti Saluti,
M.P.- una senzadio fiera di esserlo.
Leggendo il suo “pezzo”, vista la mole di riferimenti che cita, rimanda e che sicuramente implicano uno studio sulla questione, credo che lei sia un giornalista o al limite un professore ma queste sono sottigliezze inutili davanti ad un foglio virtuale.
Piuttosto mi viene da pensare ad un libello uscito per Piemme e scritto da due sedicenti giornalisti vaticani, Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari dal titolo “Le bugie degli ambientalisti”. In un brano riuscivano con abile tocco di dialettica tutta ecclesiastica a paragonare i favorevoli all’aborto come eugenetici usciti fuori dai socialismi russi e imbevuti di ideologie neo-malthusiane e di come l’Unicef in Africa, facendo pressioni sugli stati europei per promuovere l’utilizzo del preservativo come metodo sicuro di contrasto all’aids, abbia portato avanti teorie femministe.
Paradossale direi, anche perché queste cose con l’ambientalismo centrano poco.
Quando si parla di selezione della razza umana mi viene sempre da pensare allo straordinario matematico ungherese Erdos (peraltro se la può fare felice fu anche un fervente anticomunista) e al fatto che chiamasse Dio “Sommo Fascista”.
Non sono mai stato un amante delle teorie di Rifkin, non tanto per quello che lui ha scritto, ma per il fatto che molti lo utilizzano come strumento d’attacco, soffermandosi con tanto accanimento sulle flatulenze delle mucche, escludendo a priori lavori ben più consistenti.
Avrei compreso qualcosa in più se lei avesse fatto riferimento all’antropologo Marvin Harris come difesa ideologica.
Come non mi interessa l’articolo pubblicato su “Il Giornale”, che peraltro ho avuto modo di leggere molto spesso, e della sua distinzione così grossolana, poco accorta e al tempo stesso fuorviante.
Son cose che impariamo fin dalle elementari e non capisco come un giornalista possa permettersi il lusso di omettere in maniera così esagerata particolari importanti sul cosiddetto quarto settore. Basta guardare la struttura dell’articolo stesso, righe su righe a spiegarci i vari settori per poi sfogarsi in 600 battute che non dicono niente.
Proprio come ha fatto lei, una sequela di notizie, sulla quale importanza non si può controbattere anzi semmai lavorare a fondo, seguito poi uno sfogo degno di un ragazzino che scrive sui muri di scuola prendendosela contro i professori e il 4 preso al compito in classe.
Percoraro Scanio e Greenpeace, come le tante associazioni accreditate e/o partitiche non fanno parte della nostra storia, nessuno di noi ha mai votato Verdi o appoggiato le discutibili politiche dell’associazione verde più nota. Lei dovrebbe sapere benissimo che l’imprenditoria e il partitismo generano sistematicamente sete di potere, come lei stesso ha dimostrato in questo “grande complotto verde”.
Un caso su tutti è quello dei parchi eolici costruiti in Calabria, file e file di pale che non hanno nemmeno il motore, con buona pace di chissà quali accordi tra il centrosinistra calabrese e le cosche mafiose del territorio.
Mi dica lei se esiste davvero un’etica nella politica.
“Nessun ambientalismo del no, ma un ambientalismo del fare”. Questa frase dice tutto praticamente, ci riporta alla timida sinistra veltroniana e franceschiniana.
Sarò franco con lei, qui si parla di tutt’altro, partendo dal presupposto che non siamo membri di greenpeace o della lav o dei Verdi e che condanniamo spudoratamente le politiche da primadonna e di sfruttamento dell’immagine, che come si vede non investono soltanto la classe politica del belpaese, che queste associazioni operano.
Noi lavoriamo nel quotidiano e sicuramente non avrà mai la possibilità di parlare con noi ad un banchetto del wwf, semplicemente perché siamo lontani da questa politica e lo facciamo con estremo radicalismo. Lo dimostra il fatto che la nostra critica parte proprio dal concetto di antropocentrismo, come esplicitato da Mitilitse nella risposta a Santambrogio.
Non se la prenda più di tanto
Ma credo che di questo blog, di questo scritto, dei suoi autori e delle nostre posizioni non abbia capito nulla.
Il commento non verrà assolutamente cancellato, ma se ancora una volta ci troveremo davanti a scritte offensive saremo costretti, nostro malgrado perché non ci piace censurare nessuno, a rivedere gli interventi seguenti
V.P
Salve Piero,
sono l’autrice della risposta al pregiatissimo Luigi Santambrogio. Mi spiace dirglielo,lei non ha frainteso solo me,ma anche il signor Santambrogio,il quale in seguito ad un confronto mi ha mandato alcuni suoi articoli aventi per oggetto il rapporto tra l’alimentazione carnea e l’ambiente,e la nostra salute.
Ora,io avrei di buon grado accettato un confronto con lei,come l’ho cercato con il giornalista di Libero,ma non accetto mancanze di rispetto da voi carnivori. Vada a vantarsi del suo sugo,dei suoi 8 polli e della sua bistecca altrove. Non sono una predicatrice,e non è nel mio interesse fare l’esame di idoneità animalista a chi mi commenta,ma trovo inaccettabili le ultime righe.
Mi preme però confortarla su un punto : le ecomafie disgustano anche noi,non abbiamo nulla a che fare con Verdi (tant’é che siamo anarchici,se solo si fosse dato la briga di notare qualcosa che non fosse il suo ego l’avrebbe sicuramente letto nel primo post di questo blog),Greenpeace è nell’occhio delle nostre critiche più ferree e non ci interessano tutti i discorsi mafiosi sull’inquinamento e sulle sue possibili alternative costose e altrettando mafiose.
Tutto qui,caro Piero.
Per me la discussione s’interrompe qui,le farei la lista dei gruppi dove milito,vedrà che non hanno niente a che fare con le istituzioni,però le rendo noto che l’inquinamento c’é,che il mondo imploderà,e non lo ha detto solo Rifkin,sul quale per altro non azzarso commenti in quanto le flautulenze delle mucche SONO un problema,ma per me è molto più grave la loro morte quotidiana e l’assoluta mancanza di umanità e di razionalità di gente come lei,che si vanta di poter buttare via 450 grammi x 2 di sofferenza gratuita.
Io ringrazio lei,Piero. Ogni volta che teste di cazzo come lei si vantano di nutrirsi di carne,io mi sento migliore. Non capita spesso in questo mondo,ma mi creda,sono soddisfazioni.
NON NE POSSIAMO PIù DI ESSERE SCAMBIATI PER VERDI,POLITICANTI,FANATICI E/O MAFIOSI.
ma soprattutto,NON NE POSSIAMO PIù DI GENTE COME LEI.
La prossima volta,pisci fuori da un altro vaso. Non sono portata a censurare,o ad invitare la gente al mutismo,ma nel suo caso sono pronta a fare un’eccezione.
M.P.
No. Sono perfettamente daccordo con l’articolo.
Siamo al delirio, siamo arrivati finalmente alla fine. E finalmente questa follia verde stà mostrando il suo vero volto.
Guardati Fulco Pratesi, i Grande presidente del WWF, guardati greenpeace.
Ascolta quanto dice Rifkin.
GLI INTERESSI AMBIENTALISTI DELLE ECOMAFIE
(pubblicato su Il Giornale, 23 Maggio 2006)
Le associazioni ambientaliste dicono di avercela con le ecomafie. Io ho sempre sostenuto che le ecomafie sono esse stesse, e operano come le associazioni mafiose fanno. E non sono il solo: Il racket ambientale (21mo Secolo editore), è un disincantato libretto, già alla sua seconda edizione, del prof. Paolo Sequi, direttore dell’Istituto nazionale sperimentale per la nutrizione delle piante. Nella nostra società, osserva Sequi, vi è una consistente porzione di popolazione dedita ad attività produttive di essenziali beni di consumo, nell’agricoltura o nell’industria. Nel caso dell’agricoltura si producono beni di prima necessità per l’uomo, e chi vi è dedito svolge un’attività, appunto, primaria. Le attività industriali, dall’impresa artigianale alla grande industria, sono attività secondarie. Poi c’è il terziario, che produce servizi, e a cui si dedica, oggi, la maggior parte di noi. Un’attività, questa, a volte altrettanto essenziale, a volte pleonastica, a volte, a dire il vero, proprio improduttiva. Ma persino chi svolge la parte improduttiva del terziario non deve nutrire sensi di colpa, visto che esiste anche un nuovo peculiare tipo di attività: quelle quaternarie.
Le attività quaternarie sono quelle che prendono a cuore, a volte con apprezzabile metodo scientifico, l’obiettivo di distruggere le altre attività. Non potendo presentare apertamente il loro volto, prima creano un problema, rigorosamente finto, e poi si presentano per risolverne altri, tra cui i preferiti sono quelli della protezione dell’ambiente da quel finto pericolo. Tipicamente, le attività quaternarie sono inventate per essere costosissime (“ad alto valore aggiunto”, ci dice chi a quelle attività si dedica), in modo da creare un indotto vasto, il più vasto possibile, che mantenga alti i consensi sulle azioni: i prodotti, ossia i risultati, possono (se non addirittura devono) essere irrilevanti. Le azioni delle attività quaternarie devono essere obbligatorie per legge, la cui trasgressione deve prevedere responsabilità penali. Se si prova a depenalizzarle ne consegue sempre un coro di proteste ben orchestrato. Esse, inoltre, devono essere assoggettate ad un regime autorizzatorio estremamente rigido. Un tale regime, non è difficile da intuire, ha la potenzialità di fruttare, mediante tecniche di incasso molto sofisticate, più introiti delle tangenti della mafia sugli appalti. Ovunque nasce una nuova iniziativa o tecnologia che abbia anche il pregio di promettere nuovo benessere e, quindi, di godere i favori di un potenziale ampio mercato, ecco che piombano, come avvoltoi, le attività quaternarie. L’obiettivo ufficiale di molte attività quaternarie è, come detto, la protezione dell’ambiente. Il primo posto, quindi, tra coloro che sono dediti alle attività quaternarie, spetta alle associazioni cosiddette ambientaliste. Il secondo, a quelle sedicenti in difesa dei consumatori. Nel complesso, queste costituiscono il racket ambientale. Le ecomafie, appunto.
Un bel “PERSONAGGIO” rappresentativo potrebbe essere:
Un consigliere nazionale di Legambiente, Maurizio Trupiano:
ESTORSIONE consigliere regionale lombardo e presidente provinciale di Bergamo di Legambiente. Grazie al suo ruolo, che gli consentiva un rapporto con le istituzioni e le forze dell’ordine, ma anche con i media. L’indagato avrebbe millantato possibili fastidi all’ azienda.
Inutile quindi costituire L’ambiente per vincere
15 febbraio 2008 Nasce la nuova associazione degli ecologisti DEMOCRATICI
«L’ambiente nuova frontiera per il Pd e per l’Italia»
Lodevoli programmatiche intenzioni per ricompattare i VOTI verdi allo sbando
Dove oltre a VELTRONI interviene in conferenze financo udite udite!:
Ermete Realacci, IL Ministro per l’Ambiente del Governo “ombra.”
E ovviamente presidente onorario di Legambiente
E noi tutti ridiamo e applaudiamo perché l’ombra sembra ormai definitiva visti i risultati!
Leggo un trafiletto interessante da un più lungo articolo:
IL VENTO DI FULCO, QUANDO EOLO DIVENTA EURO del 20 aprile 2004
Fulco Pratesi, immacolata icona dell’ambientalismo nostrano, nonché presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo, che, senza rendersene conto, nei giorni scorsi si è visto piombare addosso una sentenza della Corte dei Conti che lo obbliga a versare un risarcimento di
88.283,65 euro
per la sua spumeggiante gestione del Parco fino al 2002. In realtà questi “cattivoni” della Corte dei Conti hanno sicuramente preso un abbaglio. «Gestioni fuori bilancio», «mancata osservanza della convenzione di cassa stipulata con l’Istituto bancario tesoriere», «ricorso esteso ad anticipazioni di tesoreria», «deficienze di cassa» e «patologici disavanzi». E ancora una macchina qua, una carta di credito là, una palazzina di tre piani di su.
Questi sono solo alcuni dei reati contestati al buon Fulco e al suo amico Franco Tassi (ex direttore del Parco condannato a un risarcimento di 914.512,56 euro)
Ben più particolareggiati articoli digitando con google Operazione No ai “Parchi Fantasma”
Domenica, 23 aprile 2006 Pratesi condannato dalla corte dei conti
“Ha scritto l’Avvenire che la “La condanna appare tutto sommato mite dal momento che il Procuratore della Corte aveva chiesto a Pratesi un risarcimento di 188 mila euro e la chiamata in correità con l’ex direttore del Parco Franco Tassi, prima allontanato e poi licenziato per cinque capi di accusa, tra i quali l’aver preso in affitto a spese del parco un intero edificio di rappresentanza a Roma”.
La Corte rimprovera a Pratesi di non aver controllato l’operato del direttore generale Tassi, che si sarebbe dato ad una serie di spese pazze.
Un rapporto più dettagliato sulla gestione del Parco d’Abruzzo e sulla gestione delle aree protette italiane verrà presentato a Roma il 2 di marzo.
Si tratta del documento conclusivo dell’indagine conoscitiva che la commissione Ambiente della Camera ha dedicato alla gestione delle aree protette italiane.
Trovo anche l’articolo di “PARKS.IT” del 25/10/2007 che testualmente riporto:
In questi giorni la stampa regionale ha dato notizia di una Sentenza della Corte dei Conti, Sede Centrale giurisdizionale di appello, secondo la quale il Giudice avrebbe assolto Franco Tassi e CONDANNATO Fulco Pratesi per danno erariale ed a risarcire all’Ente Parco la somma di € 10.000, per non aver negoziato il tasso di interesse più favorevole, con l’Istituto Cassiere B.N.L.
Tuttavia, visto il contesto giornalistico della notizia, è opportuno rendere noto l’esito della Sentenza della Sede Centrale giurisdizionale di appello n. 1/2006° del 3 gennaio 2006 e della Sentenza n. 167/07/A del 19 giugno 2007, con le quali il Giudice della Corte dei Conti ha a s s o l t o Fulco Pratesi e ha condannato Franco Tassi per danno erariale, di conseguenza a risarcire all’Ente Parco le seguenti somme:
€ 91.083,85 – per finanziamento Comitato Parchi e Centro Parchi
€ 17.352,95 – per utilizzo improprio dell’appartamento di proprietà dell’Ente
€ 13.549,31 – per spese di missione all’estero della Comunità del Parco
€ 97.554,16 – per utilizzazione di carte di credito dell’Ente
Per quanto riguarda l’ i l l e g i t t i m a corresponsione del trattamento dirigenziale alla ex dipendente signora Flavia Caruso, il cui danno erariale è stato calcolato in € 67.229,20 nella sentenza di 1°grado n.1/04 del 7.01.2004, l’ appello del Tassi è stato accolto per prescrizione in quanto il primo pagamento è avvenuto in epoca antecedente al quinquennio per il quale si è azionato il Procuratore regionale.
In definitiva il totale del danno, nei confronti dell’Ente, derivanti dalle due sentenze di cui sopra ammonta alla somma complessiva di € 219.540,2 che l’ex Direttore Franco Tassi dovrà risarcire all’Ente Parco.
Per di più, bisogna ricordare che con Sentenza n. 36 del 2 luglio 1996 della Corte dei Conti, sezioni Riunite in sede Giurisdizionale di Appello, il Tassi fu condannato, per danno erariale, a risarcire l’Ente parco per l’importo di €25.822,84, per cui l’attuale Direzione ha dovuto incaricare l’Avvocatura dello Stato per il recupero coatto.
Si deduce che il dottor Tassi è stato condannato, con sentenze definitive, dalla Corte dei Conti a risarcire all’Ente Parco la complessiva somma di € 245.363,04 oltre interessi e rivalutazioni.
Inoltre, l’attuale Direzione ha avviato la procedura coattiva nei confronti dell’ex Direttore per la ripetizione delle somme indebitamente percepite, a titolo di indennità di polizia, pari a € 60.971,72. Pescasseroli, 25 ottobre 2007.
Il “soldo” che ride L’«allegra» gestione del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise Pubblichiamo l’articolo di Antonio Gaspari, in uscita sulla rivista “Tempi”, n. 11, 14-20 marzo ’02: Nel rispondere ad una interrogazione parlamentare riguardante la situazione dell’Ente Parco, il sottosegretario al Ministero dell’Ambiente Roberto Tortoli ha detto che: «nel Parco d’Abruzzo esistono specie più protette che sono il Presidente e il direttore del Parco».
Proseguendo l’articolo apprendo “che al direttore del Parco, Franco Tassi viene riconosciuta una qualifica di Dirigente Generale dello Stato, equiparato cioè a un Presidente di Cassazione, e retribuito con una
MENSILITA’ LORDA DI CIRCA 18 MILIONI E MEZZO DI LIRE
“C O M P L I M E N T I !”
“Ecoimperialisti e profeti di sventura”.Un lungo articolo da cui estraggo alcune considerazioni.
Come ha sottolineato Maria Teresa Cometto in un articolo pubblicato su Corriere Economia (2 febbraio 2004), il Ddt è però “ostracizzato dai gruppi ecologisti occidentali, Greenpeace e Wwf in testa, e dal Pesticide Action network, secondo cui il Ddt è dannoso per la salute umana e soprattutto per l’ambiente”. Secondo gli organizzatori del convegno questo tipo di battaglia delle associazioni ambientaliste è un esempio drammatico degli estremi a cui può arrivare l’ecoimperialismo, “un movimento ideologico animato essenzialmente da benestanti, che vuol imporre il suo punto di vista a milioni di poveri, disperati, africani, asiatici e latino-americani, incurante del loro diritto a una vita migliore”. Roger Bate dell’American Enterprise Institute ha spiegato che il bando del Ddt è costato 10 milioni di vite negli ultimi decenni. “Nel 1996 il Sudafrica ha voluto entrare nel club occidentale che non usava il Ddt – ha dichiarato Bate – ed in una stagione i casi di malaria sono passati da poche migliaia a 65 mila. La reintroduzione del Ddt nel 2000 ha diminuito i casi di malaria dell’80 per cento in 18 mesi. La malaria porta via 1 milione di africani all’anno, soprattutto giovani”.
Gar Smith, del Earth Island Institute, considera assurdo che 2 miliardi di persone nel mondo vivano senza elettricità, e poi le associazioni ambientaliste si oppongono alla costruzione di dighe ed impianti idroelettrici. “Essi, oltre a fornire energia, potrebbero contribuire all’erogazione di acqua pulita, a fronte di 6 milioni di vittime all’anno per infezioni intestinali”.
Patrick Moore, già co-fondatore di Greenpeace, ha ammesso: “I movimenti ambientalisti hanno perso la loro obiettività, moralità ed umanità”. Nel suo intervento al convegno del Core ha concluso: “Il dolore e la sofferenza che (il movimento ambientalista – ndr) infligge alle famiglie dei Paesi in via di sviluppo non può più essere tollerato”.
Michael Crichton, nell’appendice del suo ultimo libro Stato di Paura, scrive di un filo diretto che lega le teorie eugenetiche degli anni ’20 e ’30 con la teoria del “riscaldamento globale” dei nostri giorni. “Entrambe razziste, avversano lo sviluppo e il progresso delle popolazioni povere”.
Ma ovviamente i vertici non disprezzano di arricchirsi! Come leggo da:
Greenpeace fra terrorismo ecologista e affari
Tuttavia, nonostante la crisi, le casse della multinazionale verde sembrano mantenere una certa consistenza, specie stando a un’inchiesta giornalistica condotta in Francia, che calcola in 73,9 milioni di dollari i “fondi neri” di Greenpeace, riserve strategiche a cui soltanto tre persone avrebbero accesso, tramite una rete inestricabile di fondazioni e di associazioni depositarie di conti in Svizzera e praticamente impossibili da identificare.
Un documentario “proibito”
Informazioni ancora più dettagliate iniziano ad affiorare il 14 novembre 1993, quando, nonostante i tentativi di Greenpeace di bloccarne la messa in onda, TV2 Denmark, emittente televisiva statale danese, trasmette The Man in the Rainbow, un filmato che, a tutt’oggi, nessun’altra emittente televisiva risulta che abbia potuto riprendere sui propri palinsesti.
Anche in Italia, nulla da fare. Una videocassetta contenente una copia del documentario, consegnata a eminenti direttori di testate giornalistiche televisive, sia pubbliche che private, non è riuscita a ottenere l’approvazione per la messa in onda.
Questo, se da un lato conferma che si tratta di un argomento scottante, testimonia anche del terrore che l’apparentemente ingenua organizzazione “verde” incute ai responsabili dei mezzi d’informazione.
Il contenuto, confrontato con le notizie riportate a proposito della multinazionale ecologista, getta effettivamente una luce inquietante sull’ideologia, sulla natura e sugli scopi di Greenpeace, oltre che sui mezzi illeciti per conseguire gli scopi stessi.
La vicenda è raccontata da testimoni che potremmo definire “pentiti verdi”, che cioè non rinnegano il proprio impegno ambientalista, non si schierano a favore dei test nucleari e non fanno concorrenza a Greenpeace. Sono semplicemente suoi ex aderenti che denunciano una situazione sulla quale dovrebbe forse fare chiarezza la magistratura di quei paesi, come l’Italia, dove Greenpeace opera. Interviene con una testimonianza anche Ron Arnold, scrittore ed editore statunitense, studioso dei movimenti ecologisti, che spiega le motivazioni di fondo dell’ideologia verde definendola “catastrofista” poiché è basata sulla convinzione che ogni intervento umano provochi una catastrofe ambientale. L’estrema conseguenza di queste premesse, secondo Ron Arnold, conduce a “fermare gli umani”.
Stando a questo documentario, i leader di Greenpeace hanno trasferito decine di migliaia di dollari, donati dai loro benefattori, in conti bancari privati. Lo afferma Frans Kotte, ex economo di Greenpeace in Olanda. Dalla sua base di Amsterdam, Frans Kotte lavorava un tempo a stretto contatto con gli uffici contabili di Greenpeace International ed era in grado di controllare i flussi finanziari attivati dal movimento in diverse nazioni.
Frans Kotte testimonia dell’esistenza di conti bancari privati per decine di milioni di dollari, costituiti dalle offerte date alle campagne di Greenpeace. I conti bancari servivano per costituire holding accessibili esclusivamente ai vertici dell’organizzazione, compreso l’ex presidente David McTaggart, presidente onorario di Greenpeace International dal 1991. Secondo il documentario, il denaro è stato raccolto con i contributi di diverse campagne, come Salviamo le balene, Salviamo le foreste pluviali e Salviamo la fascia di ozono.
Inoltre, il servizio televisivo fa emergere le complicità di Greenpeace con organizzazioni terroristiche internazionali, in particolare con Earth First!. I documenti mostrati nel filmato fanno stato di un imponente flusso finanziario che va da Greenpeace a Earth First!, “Prima la Terra!”, un gruppo specializzato in “ecotaggio”, vale a dire in atti di sabotaggio a difesa della “Madre Terra”.
Trovo un simpatico articolo : “FLAUTOLENZE ECOLOGICHE”
L’economista e filosofo americano Jeremy Rifkin è recentemente ritornato su un argomento che sembra gli stia particolarmente a cuore: il surriscaldamento globale dovuto a sorgenti animali. Rifkin, che è stato spesso definito attivista professionista, dopo essersi distinto come pacifista, particolarmente attento ai crimini americani durante la guerra del Vietnam (i crimini commessi da altri non gli interessano per niente), è stato colto dal pallino dell’ecologia, non si sa bene in base a quali particolari conoscenze scientifiche in proposito. E’ riuscito a farsi passare come esperto di problemi energetici, tanto da farsi assumere come consulente per il settore da parte di Romano Prodi, all’epoca Presidente della Commissione Europea, ed attualmente svolge attività di consulenza al Ministero dell’ambiente (dipendente da Pecoraro Scanio, altro noto esperto di problemi ecologici) e presso la regione Puglia (governata da Nichi Vendola).
Ora, convinto della necessità di distinguersi dalla massa degli altri ecologisti d’accatto, che predicano un giorno sì e l’altro pure contro l’uso del petrolio, fonte principale dei gas serra che – a loro dire – porteranno la terra alla distruzione, ha pensato bene di dichiarare che i veri grandi produttori di gas serra non sono i mezzi di trasporto, ma i bovini. Secondo lui la quantità di gas serra prodotti dalle flatulenze dei bovini supera addirittura quella provocata dalla circolazione automobilistica mondiale. Non è ben chiaro in base a quali studi scientifici sperimentali sia giunto a questa sconvolgente conclusione, ma non è costume degli ecologisti militanti giustificare in modo serio e documentato le proprie affermazioni.
Da qui la sua proposta di eliminare nella misura del possibile il consumo di carne, convertendoci tutti al vegetarianesimo (Rifkin è evidentemente vegetariano). Ciò, secondo il filosofo ambientalista, permetterebbe di ridurre in maniera drastica il numero dei bovini inquinanti, e quindi migliorerebbe sensibilmente le condizioni climatiche. Naturalmente, al fine di dissuadere la gente dal consumare carne, suggerisce di istituire un’apposita tassa su quei consumi. Sembra proprio che gli ecologisti, tutti sfrenatamente di sinistra, non siano capaci di ragionare se non in termini di tasse.
A me sembra invece che le flatulenze più pericolose ed inquinanti sono quelle verbali prodotte da tanti ciarlatani ed apprendisti stregoni, il cui unico scopo è di suscitare allarmi nella popolazione e di lucrare generose consulenze, incarichi e quant’altro..
Stasera doppia bistecca.
E dopo quanto detto onestamente mi rammarico di poterne mangiare solo due.. ne comprerò 4, così due posso buttarle e contribuire anche io nel mio piccolo alle flautolenze!
Anzi compro 4 polli, rigorosamente provenienti da allevamenti intensivi!
Anzi 8 polletti… otto morti, son meglio di uno.
Oggi do un bel diserbante al giardino, tutto condito con veleno per topi!
NON NE POSSIAMO PIU’!!
NON NE POSSO PIU’! Di sentire corbellerie VERDI!
Ti ringrazio per l’articolo, voglio scrivere al giornalista e complimentarmi con lui, voglio copiarlo e inviarlo a tutti, che possano aprire gli occhi, che possano difendersi da questi pseudo-santoni. QUESTI LADRI! Mi auguro si possano fare centrali nucleari, tanto le scorie umane come i Pecoraro Scanio che comprano terreni agricoli da edificare …
Leggo che scrivi: ..gli animali sono esseri complessi e meravigliosi,intelligenti… Sono daccordo con te, solo che io li preferisco al sugo!
PIERO