[…]
Vaillant started, hesitated a moment, then blurted out pettishly. “So
I am. Yes, I am Auguste Vaillant, and i threw the bomb because i have
had enough of this bloodsucking burgeois society […] I am sorry i
failed. I hope others who follow me will be more furtunate. Long live
Anarchy!”
Auguste
Vaillant, dichiarazione registrata il giorno del suo arresto 10
dicembre 1893
Tratto dal
New York Times dell’11 dicembre 1893
Quando
uno decide di partecipare ad una protesta non penso che debba farsi
molti problemi sul come, magari se il gruppetto è sveglio basterà
trovare qualche ingegnoso sotterfugio per potersi rinnovare
esteticamente. Ora mettiamo il caso che voi stiate manifestando
allegramente, due o tre sorrisi sotto le bandiere che filtrano il
sole tanto da poter guardare la sfera, la gente che ti fissa dai
balconi e ai lati delle strade, qualcuno che ti sorride mentre
qualcun’altro cerca di sputarti addosso. Ma tu sei lì non t’importa
porti avanti un pensiero, un moto soltanto verso il tuo obiettivo,
senza isterie di sorta o paranoie complesse.
Ora
però fai un passo indietro e immagina una società al limite
dell’opulenza, sporca grassa e laida, con nicchie di povertà
spaventosa, interi quartieri completamente anneriti, stretti,
soffocati dalla fuliggine dei camini mai puliti, panni stesi
all’ombra delle strade che sembrano la gola di un Cerbero. Umanità
desolante e desolata. Topi, piscio, morsi di cane e di chissà cosa,
vasi stracolmi di merda che dopo un urlo sguaiato li senti
spappolarsi in un vicolo cieco. Puttane d’argento, senza un occhio o
con la pelle mangiata dalla sifilide, piattole e pochi spicci. Non
tanto distante da come siamo ora. Solo che ai cortei non si fanno
parecchi scrupoli a bucarti la pancia.
Qualcuno
oggi di questi scenari si innamora, “Tropico del Cancro” e i
poeti Maudit di fine ottocento, la Francia che cade a pezzi sotto le
rovine della Belle Epoque. Tra un po’ sarebbe bastato davvero poco
per far morire l’Europa, con tutto il bacino di uomini che nuotavano
dentro il suo stomaco.
Dans la
granville de Paris,
Dans la
grandville de Paris,
Il ya des a
bougeois bien nourris,
Il ya des
bourgeois bien nourris.
Discrepanze.
Tutto
si basa su piccole crepe indotte, accenni di crisi, strutture al
collasso per un respiro di troppo. Ἐνέργεια .
Tu,
Auguste te n’eri accorto presto, non come altrettanti uomini
inginocchiati davanti le porte a racimolare pane e miseria. Al
governo, in Francia, Sadi Carnot accompagnato da Jean Casimir Perier,
grande amante del sangue. Non sopportava il fatto che gli operai del
nuovo sistema industriale si incazzassero sul fatto di essere
sottopagati. Immagino che tu avessi sentito parlare del misterioso
Bellagarigue e il suo “Au fait! Au fait!”, ti immagino a leggerlo
avidamente insieme ai compagni nelle case buie e puzzolenti attaccate
alla fabbrica.
In
tutto il mondo gli anarchici venivano arrestati per aver pubblicato
una raccolta di poesie. Forse il tuo fegato cominciava a riempirsi
troppo.
Ernest
Courderoy. Morto in circostanze non chiarite.
Joseph
Dejacque. Morto in circostanze misteriose.
E
sono solo due di una lista che si perde
Alessandro
I è ormai solo un frullato, ma il potere si ingigantisce intorno ai
confini, diventa cemento pronto a sfondare crani, reprimere, affogare
la parola sotto il piombo e le baionette.
Tu
c’eri alla II internazionale?
Brusse
e Guesde, i famosi “possibilisti”, gente che aveva già capito
che per controllare il popolo si doveva essere per forza
parlamentari. L’anno dopo a Bruxelles al congresso socialista non
avreste neanche messo piede.
E
intanto Ravachol. 1892. Forse leggevi “La Dynamite” sull’eco
della canzone anticlericale che Ravanchol cantò mentre moriva.
Dans la
grand’ville de Paris
Dans la grand’ville de Paris
Il y a
des bourgeois bien nourris
Il y a des bourgeois bien nourris
Il
y a les miséreux
Qui ont le ventre creux:
Ceux-là ont les
dents longues,
Vive le son, vive le son,
Ceux-là ont les dents
longues,
Vive le son
D’l’explosion!
Brekman
ferì Frick, un magnate delle acciaierie, mentre quest’ultimo non si
fece scrupoli a mandare i suoi scagnozzi per sgozzare un po’ di
operai riottosi qualche tempo prima. L’anno dopo tocca a Schicchi,
condannato per un attentato dimostrativo al consolato spagnolo,
voleva vendicarsi delle torture subite dalla polizia per quello che
era scritto sul suo giornale “El Porvenir Anarquista”. Auguste,
l’immagine dell’anarchico feroce e assassino, con i baffi incolti.
Non
esiste un movimento direzionato più rapido del pensiero.
Auguste
si affaccia dal suo piccolo buco umido. Le tarme fanno scricchiolare
ogni asse, ogni chiodo è fuori posto, giù in strada un cazzo di
ubriacone che declama versi e sa di storia cerca di palpare il culo
alla proprietaria dell’ostello di fronte, lei in tedesco timidamente
mascherato sotto un accento francese sfodera il palo della scopa e
batte ripetutamente il vecchio.
“Se
muori spero te ne vada all’inferno”!.
La
polizia non arriva qui, Perier saranno mesi e mesi che manda in
delirio la cittadinanza per bene, guardarsi bene dai feroci
anarchici, vi vogliono morti, vogliono che la vostra opulenza venga
portata via e riconsegnata al popolo. Nelle accademie il terrore era
misto al senso dell’orrido, “non si può arrestare il progresso,
non si può arrestare la scienza”.
Vive le son
d’l’EXPLOSION!
- Dansons la Ravachole,
- Vive le son, vive le son,
- Dansons la Ravachole,
- Vive le son
- D’l’explosion!
- Ah, ça ira, ça ira, ça ira,
- Tous les bourgeois goût’ront d’la bombe,
- Ah! ça ira, ça ira, ça ira,
- Tous les bourgeois on les saut’ra…
- On les saut’ra!
Sangue
freddo come il mare, come le mani sporche. La polvere pirica se
inalata fa bruciare gli occhi, ma non è come quando qualcuno taglia
una cipolla.
L’azione
è disorganica, non può essere tutto teoria, non può esserlo per
forza. Se la parola basta ad ucciderti forse parlare non basta. Non
possiamo consegnare le migliori menti in mano ai becchini.
Gli
arrondissement effettivamente non sono altro che la forma della
piramide. Grande Depressione mentre il capitalismo della seconda
rivoluzione industriale si contorce. Sei consapevole che il mondo
cresce grazie a tutta quella gente stipata nelle fabbriche.
Proletariato, feccia.
Mi
passa per la testa un’altro momento. Non mi ricordo il nome, ma so
che in quel momento in galera c’erano Enslin e Baader, mentre fuori,
qualcuno con molta calma costruiva bombe a mano di vetro per non
farli riconoscere ai metal detector.
Non
si può essere razionali e non avere coscienza di reazione forse.
Nelle
orecchie lo scoppio dei fucili carichi del Presidente addosso ai
manifestanti, ai comizi, ai redattori, ai filosofi, a tutto il mondo
se possibile pur di stare in piedi.
Giù
su una parete, la Camera dei Deputati squarciata.
Dall’energia,
una piccola crepa.
Nulla
era al sicuro, niente e nessuno.
E
poi l’arresto? Spesso mi sono chiesto come lo avresti raccontato di
voce tua.
«Ho
preferito ferire un gran numero di deputati piuttosto che uccidere
qualcuno. Se avessi voluto uccidere avrei caricato con dei
pallettoni. Ho messo dei chiodi; ho voluto quindi solo ferire. Non
posso certo mentire per darvi il piacere di tagliarmi il collo! »
Due
mesi di vita in un carcere, pestato dai secondini, condannato alla
gigliottina. Vaillant e la bomba, Vaillant e l’anarchia che uccide,
che terrorizza e manda a morte lo Stato.
Carnot
rifiuta la richiesta di grazia.
"Messieurs,
dans quelques minutes, vous allez me frapper, mais en recevant votre
verdict, j’aurai au moins la satisfaction d’avoir blessé la société
actuelle, cette société maudite où l’on peut voir un homme
dépenser inutilement de quoi nourrir des milliers de familles,
société infâme qui permet à quelques individus d’accaparer les
richesses sociales (…) Las de mener cette vie de souffrance et de
lâcheté, j’ai porté cette bombe chez ceux qui sont les premiers
responsables des souffrances sociales."
“Viva
l’Anarchia! La mia morte sarà vendicata!”.
Lo
fu per davvero una settimana dopo, con una bomba al caffè Terminus
di Parigi, l’attentatore era Emile Henry, gigliottinato il 21 maggio.
Il y a les
magistrats vendus,
Il y a les magistrats vendus,
Il y a les
financiers ventrus,
Il y a les financiers ventrus,
il y a les
argousins.
Mais pour tous ces coquins
Il y a d’la
dynamite,
Vive le son, vive le son,
Il y a d’la
dynamite,
Vive le son
D’l’explosion!
Il y a les
sénateurs gâteux,
Il y a les sénateurs gâteux,
Il y a les
députés véreux,
Il y a les députés véreux,
Il y a les
généraux,
Assassins et bourreaux,
Bouchers en uniforme,
Vive
le son, vive le son,
Bouchers en uniforme,
Vive le
son
D’l’explosion!
Il y a les hôtels des richards,
Il y
a les hôtels des richards,
Tandis que les pauvres
déchards,
Tandis que les pauvres déchards,
À demi morts de
froid
Et soufflant dans leurs doigts,
Refilent la comète,
Vive
le son, vive le son,
Refilent la comète,
Vive le
son
D’l’explosion!
Ah, nom de
dieu, faut en finir!
Ah, nom de dieu, faut en finir!
Assez
longtemps geindre et souffrir!
Assez longtemps geindre et
souffrir!
Pas de guerre à moitié!
Plus de lâche pitié!
Mort
à la bourgeoisie,
Vive le son, vive le son,
Mort à la
bourgeoisie,
Vive le son
D’l’explosion!
Ravachol
Vaillant Henry.
Ci
penso Caserio poi ad uccidere Sadi Carnot.