The Enemy, Myself

They stuck me in an
institution
Said it was the only solution
To give me the needed
professional help
To protect me from the enemy, myself

suicidal
tendencies

Il tuo funerale. Qualcuno direbbe che
l’occhio si limita alla superfice, ma non sono un esteta. Vedo un
rituale oscuro, colto in mezzo allo spettacolo d’America, putrido.
Stanno portando la tua bara, la prima guardia a destra arranca, fa
fatica a tenerti e la sua faccia ad ogni passo si sforza sempre più,
pur nascosta dalla durezza marziale che lo rende “un uomo”. Sta
di fatto che sembra gli stia scoppiando il braccio.

Pesantezza

è un
aspetto che più volte ritorna quando parlo della tua persona. Chissà
quant’eri ingrassato Richard.
Non che prima fossi la
leggerezza fatta a persona. Manco a farlo apposta.


La musica rimbomba, la gente sfoggia il
tailleur migliore, purchè nero, mentre Kissinger, il tuo compagno di
merenda con i fondi di bottiglia sugli occhi mentre parla trema
leggermente, le sue labbra sono eloquenti, doveva essere malato.


Gioisco.


Sembra che sbavi, è un illusione?


L’arte della dissimulazione, per come
la vedevi tu, è come l’asso di bastoni a tressette a perdere. Ma non
mi fare parlare del watergate, la tua creatura migliore che non hai
saputo controllare. In questo forse i Neocon ti hanno emulato alla
grande, sono che sono più furbi di te nasone. Piuttosto lo spazio
d’azione resta sempre lo stesso, e guarda alla possibilità che ha
gente come te di poter conquistare il potere. Perchè il concetto di
conquista va a braccetto con la dissimulazione. Nell’immaginario
americano standard effettivamente sei stato quello capace di
difendere una nazione che versava indelebilmente nella fusione tra
modernità e devastazione, Buona, dei valori.


Io non ho mai amato il concetto di
valore, poi associato alla tua figura ha un sapore particolare che
forse ritorna nelle dimensioni dell’immaginario, quando orami di te è
rimasto soltanto un cartone animato a sbeffeggiarti. Eppure oltre
alla pesantezza un altro concetto che mi inquieta tanto è la
sensazione di pericolo. Paura di trovarsi in bilico in una condizione
in cui tu diventi lo specchio di un’attualità disarmante, a tratti
soffocante se non del tutto invasiva.


In fondo diciamoci la verità, i tuoi
consensi sono stati strappati proprio alla classe media bianca,
palesemente razzista, che nel termine “conservatore” ci vede il
white power e le croci bruciate. Certo la tua dissimulazione in
alcuni casi andava anche sul recupero del concetto di “crisi”.


Chissa quanto centravi nell’assassinio
di Robert Kennedy, ti stracciò nella prima campagna elettorale, ma
si sa, sono i milioni che muovono consensi.


Sai Richard io faccio parte in un certo
senso di una “maggioranza silenziosa”, anticapitalista,
antimilitarista e per certi piccoli aspetti quotidiani anche hippie.


Sono il tuo peggiore scarto di società,
che da “rovesciamento” è stato surclassato dall’ideologia di
capitalismo della conoscenza.


Ecco forse le differenze di pesantezza.


Tu hai fatto dell’ignoranza e dello
spirito popolare di rivalsa contro il nemico rosso il tuo punto di
forza.


Oggi si produce sapere per incastrarlo
nelle maglie degli apparati statali.


Stavo pensando al giornalista Frost, un
figlio di puttana s’intende, ma con due coglioni quanto una capanna.


Ecco perchè non ho mai sopportato
Elvis Presley, oltre ad essere un bianco che ha palesemente rubato
una musica che non era sua, edulcorandola per la middle class che
metteva la crocetta sul tuo nome e poi per quella odiosissima foto in
cui ti stringe la mano strafatto e grasso come un cinghiale.


Nixon spia che cercava le briciole
anche tra i suoi colleghi, esasperando il potere immerso nel
maccartismo


Toh! Noto ancora delle somiglianze con
l’oggi.


Che nel potere presidenziale trovava la
forma più indiscussa di controllo.


Oggi come ieri direi.


Ti hanno copiato bene.



Non avrei voluto “ricordarti”, non
avrei voluto nemmeno scriverti, perchè nel mio piccolo rappresenti
l’inizio di un modo, di un metodo.



Se verrò mai in America, tu sarai il
primo al quale sputerò sulla tomba.


“Continuare la mia battaglia
personale nei mesi a venire per difendermi dalle accuse assorbirebbe
quasi totalmente il tempo e l’attenzione sia del presidente sia del
Congresso, in un momento in cui i nostri sforzi devono essere diretti
a risolvere le grandi questioni della pace fuori dai nostri confini e
della ripresa economica combattendo l’inflazione al nostro interno.
Ho deciso perciò di rassegnare le dimissioni da presidente con
effetto a partire dal mezzogiorno di domani.”


Nel nome tutto di un’America che non
esiste, come il suo sogno, prodotto cinematografico che si apre e si
chiude con una fucilata sulla moto.

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