1989-2009,COX18!

arrivano alle otto di mattina strisciando come blatte,murano un’intera via come se non si fosse già abbastanza inermi,perché di mattina così presto sanno di non trovare nessuno-non sono gli uffici del Comune,dove prima delle dieci trovi stormi di immigrate intente a tirare a lucido le sedie e le scrivanie. però spettacolarizzano,creano uno show mediatico,attirano attenzione,tanto poi De Corato elargisce pacche sulla testa,come Linus Van Pelt agli uccellini,salvo che nel caso di De Corato,non viene sua sorella Lucy a dargli dell’idiota.

insomma,un altro cadavere-dopo Orso,Fornace,Garibaldi,La Stecca.
la mappatura degli spazi occupati,pubblici,e autogestiti si riempie di cancellature,come se i nomi fossero stati estirpati dalla mappa con l’accendisigari dell’autoblu di qualche assessore,e rimane la bruciatura,nera e irreversibile.l’identità del quartiere,la forza del territorio,del lavoro comune,del legame con la zona,si perde,e così l’identità di una città.

non riesco a scrivere altro.
ora ho il cuore pesante.non solo per la possibile perdita di un archivio di valore inestimabile come quelli di primo moroni.non solo per il cox18,la sua facciata,i suoi cessi sgaruppati e la saletta.
per Milano.

seguiranno aggiornamenti-non posso lasciare un’altra lettera incompleta.
un saluto ai compagni che si sono precipitati al cox e a palazzo marino.e un invito a resistere.
hanno sgomberato un pezzo di tutti noi,abbiamo il diritto di essere incazzati.

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